Cortina d'Ampezzo è famosa per le sue montagne, ma prima ancora di salire in quota vale la pena dedicare qualche ora al paese. Il centro si gira comodamente a piedi e racconta, in poche centinaia di metri, secoli di storia: una comunità di montagna che per lungo tempo ha fatto parte del Tirolo asburgico, che ha custodito i propri boschi e pascoli attraverso le antiche Regole e che ha lasciato tracce ben visibili nelle sue chiese e nei suoi musei. Vi proponiamo un itinerario semplice, da fare senza fretta, magari alternando le visite a una sosta al caffè e a uno sguardo alle vetrine.
La Basilica dei Santi Filippo e Giacomo
Il punto di partenza naturale è la chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Filippo e Giacomo, patroni di Cortina. L'edificio attuale fu costruito tra il 1769 e il 1775 in stile barocco, su progetto dell'architetto Joseph Promperg, nello stesso luogo in cui sorgevano due chiese più antiche. Oggi ha il titolo di basilica minore ed è sede della parrocchia e del decanato.
L'interno, a navata unica, è luminoso e raccolto. Due opere meritano una sosta particolare: l'altare del Rosario attribuito ad Andrea Brustolon, il grande scultore bellunese, realizzato agli inizi del Settecento, e gli affreschi di Franz Anton Zeiler, pittore tirolese che decorò la chiesa negli anni della sua costruzione. Entrate in silenzio, rispettando le funzioni religiose, e lasciate che lo sguardo salga verso la volta.
Il campanile, simbolo del paese
Accanto alla basilica svetta il campanile, forse l'immagine più riconoscibile di Cortina insieme alle Tofane. Sostituisce una torre più antica, risalente alla fine del Cinquecento, che nell'Ottocento era diventata pericolante. I lavori per la nuova torre iniziarono nel 1851 sotto la guida di Silvestro Franceschi e si conclusero nel 1858; per costruirla fu usata pietra dolomitica estratta nella zona, che le dà quel colore chiaro così luminoso nelle giornate di sole.
Le campane furono fuse nel 1857 dalla fonderia Grassmayr di Innsbruck e suonarono per la prima volta a Natale del 1858. Il campanile è stato restaurato nel 2006 e non è visitabile all'interno: lo si ammira da fuori, ed è un ottimo punto di riferimento per orientarsi in centro.
La Ciasa de ra Regoles e il Museo Mario Rimoldi
A pochi passi dalla basilica si trova la Ciasa de ra Regoles, la casa delle Regole d'Ampezzo, l'antica istituzione che gestisce da secoli i beni collettivi della valle. L'edificio ospita il Museo d'Arte Moderna Mario Rimoldi, nato nel 1974 grazie alla collezione donata alle Regole da Rosa Braun, vedova del collezionista Mario Rimoldi. È una delle raccolte più interessanti d'Italia per l'arte del Novecento, con opere di artisti come Alberto Savinio, Tullio Garbari e Fortunato Depero, oltre a molti altri nomi del secolo scorso.
Fa un certo effetto trovare, in un paese di montagna, una collezione di questo livello: è il segno di quanto Cortina sia stata, già nel Novecento, un luogo di incontro per artisti, scrittori e collezionisti.
I musei delle Regole a Pontechiesa
Gli altri due musei delle Regole si trovano nella zona di Pontechiesa, poco fuori dal centro storico, raggiungibile con una breve passeggiata. Il Museo Paleontologico Rinaldo Zardini, inaugurato nel 1975, espone una ricchissima raccolta di fossili del Triassico trovati nel territorio ampezzano: conchiglie, coralli, spugne e altri organismi marini che ricordano come queste montagne, milioni di anni fa, fossero il fondale di un mare caldo. È una visita adatta anche ai ragazzi, che restano spesso affascinati dall'idea di cercare conchiglie fossili sulle Dolomiti.
Accanto si trova il Museo Etnografico Regole d'Ampezzo, ospitato in un'antica segheria: racconta la vita della comunità, la proprietà collettiva di boschi e pascoli, il lavoro agricolo e artigiano, le tradizioni della valle. È il complemento ideale per capire il paese oltre la sua immagine mondana. Per giorni e orari di apertura vi consigliamo di consultare il sito ufficiale delle Regole d'Ampezzo, perché variano con le stagioni.
La chiesetta della Madonna della Difesa
Se avete ancora voglia di camminare, cercate la piccola chiesa della Madonna della Difesa, legata alla devozione più antica degli ampezzani. La tradizione racconta che nel 1412 una nebbia improvvisa costrinse alla ritirata le truppe che scendevano verso la valle, salvando la comunità. L'edificio attuale fu ricostruito a partire dal 1743 in stile rococò e consacrato nel 1751: è un luogo raccolto, perfetto per una pausa tranquilla lontano dal passeggio.
Un itinerario che parte da sotto casa
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