La parete rocciosa di Ra Gusela avvolta dalle nuvole sopra i prati verdi del Passo Giau
Ra Gusela vista dal Passo Giau — foto: Marco Ober · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Tra i grandi passi dolomitici, il Passo Giau ha una bellezza particolare: non è soltanto un valico da attraversare, ma un luogo in cui fermarsi. A 2.236 metri di quota, in provincia di Belluno, collega la conca di Cortina d'Ampezzo con Colle Santa Lucia e Selva di Cadore, unendo la valle del Boite e la val Cordevole. Chi arriva in cima trova ampi prati d'alta quota, il profilo inconfondibile di Ra Gusela e un panorama che, nelle giornate limpide, abbraccia buona parte delle Dolomiti.

La strada da Cortina

Da Cortina si sale verso Pocol, a circa 6 km dall'appartamento, e da lì si prosegue lungo la strada del passo: in tutto il Passo Giau si trova a circa 17 km di strada. Il versante ampezzano è più breve e con meno tornanti, mentre quello che scende verso Selva di Cadore è famoso per la lunga serie di curve e per alcune gallerie paravalanghe. Non a caso il Giau è amatissimo dai ciclisti ed è stato più volte affrontato dal Giro d'Italia nelle tappe dolomitiche.

In estate la strada è molto frequentata da auto, moto e biciclette: guidate con prudenza, soprattutto nei tornanti, e fate attenzione agli animali al pascolo. In inverno le condizioni cambiano rapidamente: verificate sempre la percorribilità e l'obbligo di dotazioni invernali sui canali ufficiali prima di partire.

Il panorama dal passo

Appena scesi dall'auto, la scena è dominata da Ra Gusela (circa 2.595 metri), torrione di roccia chiara che si alza proprio sopra i prati, con alle spalle il Nuvolau e l'Averau. Girando lo sguardo verso Cortina si riconoscono la Croda da Lago e i Lastoi de Formin, la Tofana di Rozes, il Sorapiss, il Cristallo e la Croda Rossa. Verso ovest, nelle giornate più terse, compaiono la Marmolada, il gruppo del Sella e le Pale di San Martino.

Non serve fare grandi escursioni per godersi il posto: anche una breve passeggiata sui prati intorno al passo, magari al tramonto, quando la roccia si accende di rosa, basta per capire perché il Giau sia considerato uno dei passi più scenografici delle Dolomiti.

Il Nuvolau e il rifugio più antico delle Dolomiti

Sopra il passo si alza il Nuvolau, sulla cui cima, a circa 2.574 metri, sorge il Rifugio Nuvolau. La sua storia è affascinante: fu inaugurato l'11 agosto 1883 ed è ricordato come il primo rifugio alpino costruito nell'Ampezzo e il primo delle Dolomiti. Venne realizzato dalla sezione ampezzana del Club Alpino austro-tedesco grazie al contributo di un colonnello sassone, il barone Richard vom Meerheimb, convinto che l'aria di queste montagne lo avesse guarito da una malattia. Per questo il rifugio si chiamò inizialmente Sachsendankhütte, il "rifugio della gratitudine sassone".

Distrutto durante la Prima guerra mondiale, passò alla sezione di Cortina del Club Alpino Italiano, che lo ampliò e lo riaprì nel 1930 con il nome attuale. Oggi è un punto panoramico straordinario, affacciato sulle Tofane, sulle Cinque Torri e su gran parte delle cime dolomitiche. Il rifugio è aperto di norma solo nella stagione estiva: per date e servizi consultate i canali ufficiali.

Salire a piedi: consigli di prudenza

Dal Passo Giau partono sentieri segnati che, passando per la Forcella Nuvolau e la zona del Monte Averau, raggiungono la cima del Nuvolau. Si tratta di itinerari di montagna veri, con dislivello, tratti su ghiaione e, nell'ultimo pezzo, terreno roccioso: richiedono allenamento, scarpe adeguate e attenzione. Il passo è attraversato anche dall'Alta Via n. 1 delle Dolomiti, e nei mesi estivi incontrerete molti escursionisti con lo zaino in spalla.

  • Partite presto: nel pomeriggio d'estate i temporali sono frequenti e la cima è esposta.
  • Portate sempre una giacca: anche con il sole, in quota il vento può essere freddo.
  • Seguite solo i sentieri segnati e informatevi presso le guide alpine o gli uffici turistici sulle condizioni del percorso.
Da sapere: l'accesso alla strada del passo e gli impianti della zona possono avere limitazioni stagionali. Prima di partire controllate meteo, viabilità e aperture sui siti ufficiali del Comune e dell'ente turistico.

Una giornata tra prati e cime

Il Passo Giau si presta a giornate molto diverse: una gita in auto con pic-nic sui prati, un'escursione impegnativa verso il Nuvolau, o una pedalata per chi ha gambe allenate. In ogni caso, è uno di quei luoghi che restano nella memoria del viaggio.

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