Il Lago di Sorapis con l'acqua turchese, il bosco di conifere e le pareti chiare del gruppo del Sorapiss
Lago di Sorapis — foto: kallerna · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ci sono luoghi che, una volta visti in fotografia, restano in testa finché non li si raggiunge davvero. Il Lago di Sorapis è uno di questi: un piccolo specchio d'acqua dal colore turchese lattiginoso, incastonato ai piedi del gruppo del Sorapiss, a circa 1.925 metri di quota, nel territorio di Cortina d'Ampezzo. Arrivarci richiede di camminare, e proprio questo lo rende speciale: il lago si guadagna passo dopo passo, attraversando il bosco e qualche tratto di roccia, fino alla conca in cui appare all'improvviso.

Il punto di partenza: il Passo Tre Croci

L'escursione classica parte dal Passo Tre Croci, a circa 1.809 metri, il valico che collega Cortina con la zona di Misurina. Dall'appartamento il passo dista circa 8 km di strada: un tragitto breve, che in alta stagione conviene fare presto. Il parcheggio al passo è molto frequentato nei mesi estivi e tende a riempirsi già nelle prime ore del mattino; partire presto significa anche camminare con più fresco e trovare il lago meno affollato.

Prima di mettervi in auto, informatevi sui canali ufficiali del Comune e dell'ente turistico: negli ultimi anni l'accesso alle zone più frequentate delle Dolomiti è stato oggetto di regolamentazioni e possono esserci novità su parcheggi e mobilità.

Il sentiero 215: cosa aspettarsi

Dal passo si segue il sentiero CAI 215, ben segnalato. La prima parte è una piacevole camminata nel bosco, quasi in piano, con scorci sulle montagne intorno. Poi il percorso cambia carattere: si attraversano ghiaioni e alcuni tratti sono esposti, con scale metalliche e cavi che aiutano nei punti più delicati. Non è una via ferrata, ma nemmeno una passeggiata turistica: serve passo sicuro, assenza di vertigini e attenzione, soprattutto quando il sentiero è affollato e si formano code nei passaggi più stretti.

Le guide escursionistiche indicano in genere un paio d'ore per l'andata, ma i tempi reali dipendono molto dal vostro allenamento, dalle soste e dalle condizioni del terreno. Il ritorno avviene di norma lungo lo stesso itinerario. Esistono anche percorsi alternativi più lunghi e impegnativi, adatti solo a escursionisti esperti.

  • Scarpe: servono calzature da escursionismo con suola scolpita, non scarpe da ginnastica lisce.
  • Zaino: acqua, qualcosa da mangiare, una giacca antivento e un capo caldo anche in piena estate.
  • Bambini: valutate con cura, perché alcuni tratti esposti richiedono di tenerli sempre per mano.

Il lago, il Dito di Dio e il Rifugio Vandelli

Superato l'ultimo tratto si arriva al Rifugio Alfonso Vandelli, a circa 1.926 metri, di proprietà della sezione di Venezia del Club Alpino Italiano. La sua storia è movimentata: un primo ricovero di fine Ottocento fu distrutto dalle valanghe, un successivo edificio andò perduto in un incendio, e la costruzione attuale in pietra fu inaugurata nel 1966. Il rifugio apre di norma nella stagione estiva; per periodi e servizi fate riferimento ai canali ufficiali.

Pochi minuti dopo si apre la conca del lago. Il colore così intenso dell'acqua è dovuto ai finissimi sedimenti di origine glaciale che si depositano sul fondo e riflettono la luce, regalando sfumature diverse a seconda dell'ora e della stagione. Sopra il lago svetta il Dito di Dio, una guglia rocciosa di circa 2.600 metri che si specchia nell'acqua nelle giornate senza vento. Il lago non ha un emissario in superficie: l'acqua filtra nel terreno e riemerge più a valle.

Regole e rispetto di un luogo fragile

Il Lago di Sorapis è un ambiente delicato e molto visitato. Per questo è vietato fare il bagno e immergersi nell'acqua, sono previste sanzioni per chi non rispetta il divieto, ed è vietato campeggiare. Restate sui sentieri segnati, non lasciate rifiuti e non spostate i sassi: piccoli gesti che, moltiplicati per migliaia di escursionisti, fanno la differenza.

Da sapere: il periodo più adatto va indicativamente dall'inizio dell'estate all'autunno, quando il sentiero è libero dalla neve. In inverno e in primavera l'itinerario può essere pericoloso per ghiaccio e rischio valanghe. Controllate sempre il meteo prima di partire e rinunciate in caso di temporali previsti.

Quando andare e come organizzarsi

Luglio e agosto sono i mesi più frequentati; settembre regala spesso giornate limpide e meno folla, anche se il livello dell'acqua può essere più basso. In ogni stagione, partire al mattino presto resta il consiglio migliore. Se avete tempo, abbinate l'escursione a una visita tranquilla al vicino Passo Tre Croci, da cui si godono belle vedute sul Cristallo.

Dopo una giornata così, rientrare a Chiara Home Cortina è comodo: il posto auto privato e gratuito davanti all'appartamento vi evita di cercare parcheggio in centro, e la cucina attrezzata vi permette di preparare con calma la cena.

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